Archive for the ‘Kart’ Category
Hangover
Una volta qualcuno mi fece leggere un libro. Parlava del dopo-sbronza e quel qualcuno era l’uno a cui ho dedicato il precedente post.
Il libro raccontava varie situazioni di dopo-sbronza, hangover per gli amici oltremanica… Ci sono mille situazioni per il dopo-sbronza, così come ci sono mille persone che si devastano di alcolici.
Non io, specie considerando che ieri ho bevuto un te al limone. E pure l’altro ieri. E forse anche il giorno prima. Nonostante questo una domenica di pallido sole si è trasformata in un unico lungo hangover.
Presente la nausea e il desiderio di rigetto, presente la morte cerebrale, presente l’apatia del fisico. Solo pochi pensieri riescono a sopravvivere. Un paio non posso dirveli; alcuni li sto usando per scrivere queste righe.
Un altro è illuminante. Forse è lui che ha assorbito tutte le mie capacità cerebrali oggi:
Non importa chi ti ha redento, non importa quale “bravo ragazzo” ti sia stato accanto. Se prima eri troia, dopo di lui lo sarai ancora. Di più.
Ciò lo sostengo io. Che sono GG. Quindi è vero.
Ciò viene confermato in Gossip Girl. Che si abbrevia GG. Curioso no?
xoxo, GG (che si legge “gigi” e non “gossip girl”)
MTL Castelletto di Branduzzo – Pista 7 Laghi

Gara MTL Nizza Monferrato
Ave genti,
di ritorno da Nizza Monferrato (dove si è tenuta l’ultima gara tempo libero dell’omonimo campionato di quest’anno) spendo qualche parola stanca a descrivervi brevemente la giornata e vi linko un po’ di foto della gara.
Cronaca della giornata:
Dopo un set up del mezzo in fretta e furia (causa arrivo in ritardo ho saltato i primi 2 turni di libere) si va in pista col nuovo paraurti posteriore (rosso…le altre carene sono nere ma questo era l’unico che avevano al negozio) sperando che tutto fili liscio.
Ovviamente così non è e mi ritrovo con vibrazioni assurde e scodamento allegro nelle frenate più impegnative.
Torno ai box, sistemo il problema e riparo per le qualifiche.
Dato che so di non essere competitivo sia col mezzo (da sistemare) che col fisico (anche quello da sistemare) mi faccio le qualifiche tirando per 3 giri e poi vado tranquillo per risparmiare le gomme per la finale
Strategia: tenere un passo costante e cercare di superare qualcuno (i due davanti a me) e sperare nelle uscite degli altri.
Partenza (senza pre-finale, finale diretta) senza problemi, parto lento ma alla prima curva aggancio il gruppo e in due giri ne sorpasso due.
Nel frattempo uno davanti va fuori e mi faccio la mia garetta con uno dei due sorpassati che mi sta dietro (non a culo ma comunque vicino)
Verso metà gara però il motore inizia a perdere colpi, borbotta di più e perde fluidità.
a causa di ciò e di un paio di cambiate sbagliate quello dietro di me mi sfila il sesto posto e concludo settimo
Media allegati:
Cliccate sulla foto per la gallery:
14000 giri
Domani, per chi non lo sapesse, faccio la mia prima gara (TL -> categoria Tempo Libero) di kart a Nizza Monferrato.
Citazioni
Ci sono volte in cui nella vita uno si può permettere di fermarsi, riflettere un po’, leggere o sentire il prossimo e dire “cavolo, concordo pienamente, sembra che l’ho scritto io!”
Ecco, tratto dall’editoriale del n3 di TKart di quest’anno:
S.P.U.V.
C’è della fatica (tanta) dietro a tutto questo, dietro a questo sport. Uno sforzo che, se ti fermi a pensarci, ti invita a starne lontano. Chi lo ha inventato, non lo so. So solo che ha progettato tutto in modo che mettesse alla prova chi vuole provarci. Il kart è il primo passo verso l’automobilismo. Perché quando sei piccolo, hai sei anni e sogni di fare il pilota di F.1, magari pensi anche alle auto, ma sai già che devi passare per il kart. E il kart ti mette sul banco di prova, per capire se sei fatto della pasta giusta. I circuiti per le auto hanno i box dove stare, al caldo, quando i meccanici lavorano sulla macchina?
Nel kart c’è la tenda (sempre che uno ce l’abbia…). Che va bene sempre: quando fa un caldo che si muore, quando c’è un freddo che spacca le mani. Sempre.
Nelle auto ci sono i meccanici?
Nel kart ci sei tu e magari tuo papà o un amico, se hanno voglia di accompagnarti in pista. Con loro devi tirare giù il kart dal tetto della macchina (o dal cassone del furgone), devi lavorare sul mezzo, devi metterlo sul carrellino, ritirarlo giù, imprecare quando non parte…
Fatto tutto questo puoi anche pensare di mettere in moto e girare in pista. Ma anche lì sono dolori, soprattutto se durante la settimana non passi 3 ore al giorno in palestra. Il kart, a fine giornata, lo senti nelle braccia, nel collo, nelle coste… È un qualcosa che brucia, che fa male, che non ti permette, quasi, neanche di sederti di fianco al papà (o all’amico) che guida la macchina per tornare a casa. E il corpo ferito dice no anche quando si tratta di dover scaricare tutto, una volta a casa, perché domani la macchina serve: bisogna andare a scuola, al lavoro, tornare alla vita di tutti i giorni.
Il kart lo senti anche nel portafoglio. E ti dà fastidio. Perché anche oggi sono partiti quei 100 euro che, non so voi, ma sono una fatica da guadagnare.
Ma fa niente.
Perché il kart fa tutto per allontanarti e tu (io, voi) che gli corri dietro, che ritorni a cercarlo, che ti sacrifichi pur di stare un minuto in più con lui, su quell’asfalto di quel kartodromo a cercare di tirare giù un decimo che non cambierà niente della tua vita, ma può stravolgere (in positivo) la tua persona. Ti può far sentire vincente, realizzato, forte. Nello sport e poi anche fuori, nella vita di tutti i giorni. Il kart è una malattia che ti prende, ma è allo stesso tempo una cura, che ti fa diventare sano e forte.
Nel fisico, ma soprattutto nello spirito. A patto che tu sia fatto della pasta giusta.
Perché il kart è uno sport Solo Per Uomini (e Donne, lasciatemi dire) Veri.
Back to the Lane (ep. 9)
Appunti personali: you’ve got ten days to save me
Cronache di vita:
Oggi nuovo appuntamento delle cronache di kartia, sempre a Lonato.
Dopo l’uscita di domenica scorsa continuano i problemi al cambio che non tiene la terza e va in folle quando gli gira, con conseguente diminuzione delle prestazioni e rischio ribaltamenti.
Problemi del cambio a parte (smontato e consegnato il motore nelle esperte mani di Alberto che vedrà di curarlo) oggi girato con pista leggermente bagnata e nonostante le noie al cambio e le gomme dure (mica spreco quelle buone se non ho il motore in forma al 100%) sono riuscito a ottenere dei miglioramenti.
Ciò significa che se la prossima volta sarà tutto a posto monto le morbide e se non tiro giù 2 o 3 secondi siete autorizzati a picchiarmi!
Ecco il bestiolo privato dei suoi 38 cavallini…
Back to the lane (ep. 8)
Bonjour a tout le monde.
Dopo il post riguardo la mia tomba che ha destato shame & scandal in the family (veramente non poi così tanto), rieccomi di ritorno da un’altra mattinata in pista.
Ritorno in grande stile a lonato, che in questo periodo inizia ad essere sempre più frequentata causa gare imminenti.
Riguardavo il post di febbraio…rispetto a quella occasione sono sceso di più di 4 secondi sul giro, qualche progresso c’è stato tutto sommato, ma ancora non basta ad essere competitivi, perciò programmato allenamento intensivo dei muscoli del collo e della mano sinistra (il lavoro fatto per il resto sembra che vada più che bene).
Tra le altre cose oggi è stata anche giornata di socializzazione nel paddock, non di soli giri in pista è il mondo del kart!
See you soon e mi raccomando: tenete giù!
Curno
E si continua l’esplorazione delle piste di kart. Abbandonato rozzano (pista scarsina se non fosse per la visione celestiale dell’altra volta) ci si dirige verso Bergamo, pista di Curno.
Già rispetto a Rozzano ci troviamo di fronte a una pista ben tenuta e molto tecnica, anche se rimane il feeling di gestione casareccia (ma più professional) provato a Rozzano.

Gli allenamenti fisici iniziano a dare frutto, oggi ben 74 giri tutti in pieno a parte gli ultimi 5-6 dove la stanchezza si è fatta sentire. Pista sulla quale tornarci sicuramente, promossa!
Back to the Lane (ep. 7)
Tornati finalmente in pista, forse ci voleva la fine degli esami a decretare questo ritorno.
La pista provata oggi è quella di Rozzano. Una delle più vicine rispetto a me (45Km), Rozzano è una pista abbastanza corta (1 sola barra per l’alfano) e non molto impegnativa.

Dopo la seconda sessione di prove mi fermo nella corsia dei box e attendo che arrivi mio padre col carrellino. Nel frattempo esco dal kart e mi giro: il pilota dietro di me fa la stessa cosa.
Una volta in piedi si sfila il casco e avviene una di quelle scenette da film/sogno.
Il casco celava una ragazza – pilota: della mia altezza più o meno, capelli castani medio corti, viso carino, sguardo vivo e profondo, di quelli che sembrano dire “mo ci penso io a spaccarvi il culo a tutti”.
Mentre ero li con i petali di rose tutt’intorno, si spezza il sogno con mio padre che mi richiama per sollevare il kart. Espletata questa operazione non la vedo più…
Dovrò tornare a Rozzano e trovarla…
V-Team @ Redbull’s kart endurance
V-Team
Come preannunciato ieri si sono tenute al Mokart di Cinisello le qualifiche per il “Red Bull Master Of Kart”, torneo di kart sponsorizzato dalla Red Bull (eh si, ce ne hanno di soldi…).
La corsa inizia prima del torneo e questo pre-gara vede protagonista me in lotta contro il tempo e il traffico per andare a prendere Angelo (Team leader = colui che gestiva i piloti dai box e decideva le strategie, con tanto di cuffiette e ricetrasmittente) all’Ikea di Carugate.
Tra strade alternative, traffico e casini vari riusciamo a ricongiungerci col resto del team (Uaiz, Marco & Marco).
Giunti al Mokart si respira atomosfera da competizione mista a festa, i team (10 in tutto, composti da Team Leader e 4 Piloti) si stanno preparando al muretto, ognuno nell sua postazione dotata di computer con i tempi, 3 ricetrasmittenti e 4 sottocaschi con radio incorporata.
Ritiriamo le tute e ci prepariamo per la prima parte della serata: 10 minuti a testa di prove libere per ogni pilota.
Superata questa fase c’è la superpole: 1 giro di lancio, 1 giro di qualifica e 1 giro di rientro. Otteniamo il quarto posto in griglia e ci prepariamo a partire.
Nella partenza perdiamo un posto e fin dal primo giro ci accorgiamo che i piloti del kart numero 3 e 1 stanno iniziando a distaccare tutti.
Per la prima parte della gara ci giostriamo tra terzo e quarto posto, anche se alcuni incidenti e una bandiera nera (drive through) ci costringono ad arretrare, nonostante i tempi di tutto rispetto (migliore: 30:03 di Uaiz nel finale di gara contro il 29:30 circa del migliore in assoluto fra i team).
Risultato finale: sesti.
Ovviamente lo scopo non era vincere per forza, e se contiamo che era tutto gratis e che ci siamo divertiti passando un pomeriggio diverso (e pieno di red bull che 2 graziose signorine distribuivano), ci si può accontentare anche del sesto posto.
P.S. appena Uaiz mi passa le foto di Marco le metto su, per ora accontentatevi di queste sfocate

